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Critica d’arte del prof. Corrado Calvo

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Giuseppina Spadola Incataciato s’impone con la forza delle sue opere e dei suoi colori, riconoscibili e inimitabili, propri di un universo artistico personale e originalmente caratterizzato.
Le sue immagini di figure e scorci paesaggistici sottratti alla caserma dell’inconscio e dell’oblio, che invocano vita e cittadinanza nel mondo reale. Sono ricordi dell’infanzia e frammenti d’esistenza,infingimenti della memoria, che l’artista dispiega, inconsapevole della loro funzione catartica e liberatoria..
Da una parte, presenta paesaggi e marine d’una Sicilia incontaminata, di un Eden perduto, reso coi colori forti e decisi della passione: ed ecco fiorire sul foglio, sulla tela o sul legno le spiagge armoniose e il mare di cobalto di Marina Marza, di Santa Maria del Focallo, di Marzamemi e di Portopalo, di luoghi reali che nel suo pennello dispensano serenità ed equilibrio, sino a quando non scorgi sotto il mantello del cielo gioioso la festa del rosso, della passione che urge e spinge nell’animo.
Dall’altra parte, l’artista ti offre scorci di vita familiare, presente o passata, trasfigurata dal velo della memoria, che veicola simboli che non ti aspetti, freudianamente ambigui, come quel sole grande, rosso, che domina e che con occhio attento alcuni critici hanno identificato con l’utero materno e col desidero dell’artista di dispensare protezione a sé stessa piccola, o ai figli o all’uomo che, trepido nella sua scorza, ricorre all’amore della madre sovrannaturale. Vedi, a tal proposito, le numerose natività e le sue scorribande religiose. Giuseppina Spadola è artista interessante, che svolge un cammino personale e originale, che merita di essere apprezzato e meritatamente valorizzato.

Prof. Corrado Calvo